Biblioteca Comunale Cormons - Občinska knjižnica Krmin

ANTICHI LIBRI. Le opere illustrate da Gustave Doré nel patrimonio ottocentesco della Biblioteca Comunale di Cormons - Mostra diffusa

ANTICHI LIBRI

Le opere illustrate da Gustave Doré

nel patrimonio ottocentesco della Biblioteca Comunale di Cormons

Promossa da Comune di Cormons / Biblioteca Comunale
Con la collaborazione di  

La mostra, che si è tenuta a Cormons, su sedi diffuse, dal 18 dicembre 2020 al 9 gennaio 2021, ha presentato sette edizioni ottocentesche, illustrate da Gustave Dorè, provenienti dal fondo antico “V. Zinco e V. Cattarin” della Biblioteca.


La vita di Gustave Doré

Gustave Dorè, conosciuto anche come Paul-Gustav Dorè è considerato ad oggi uno degli illustratori di libri più importanti della fine del XIX secolo.

L’artista, nato a Strasburgo nel 1832 e spostatosi successivamente a Parigi, dimostrò sin dalla tenera età una forte inclinazione artistica, ma la sua carriera iniziò ufficialmente all’età di quindici anni come caricaturista per un giornale parigino.

Tra il 1847 e il 1854 si concentrò sulla realizzazione di moltissime immagini caricaturali, e nonostante si fosse già procurato un discreto successo, sarà la sua produzione artistica successiva a consacrarlo definitivamente come artista. 

L'illustrazione della Storia pittoresca, drammatica e umoristica della Santa Russia, del 1854, creata in occasione della Guerra di Crimea fu la prima di queste opere, seguita da illustrazioni commissionate da Paul Lacroix, Balzac e Lord Byron.

Nel 1861, Gustave Dorè curò le illustrazioni della commedia dantesca e il Don Chisciotte di Miguel de Cervantes, tre anni dopo realizzò le illustrazioni per la Sacra Bibbia, considerate tra i suoi massimi capolavori, il Paradiso perduto di John Milton e terminò questa copiosa serie di illustrazioni nel 1877 con l’Orlando Furioso di Ludovico Ariosto.

Tentò poi di affinare la tecnica di pittura e scultura ma non riuscì a raggiungere il successo e la bravura che aveva acquisito nell’ambito delle incisioni.

Morì a Parigi nel 1883 e nonostante i pareri negativi della critica a lui contemporanea, riuscì, grazie alle sue intuizioni artistiche e alla sua inesauribile fantasia, a diventare celebre in tutto il mondo.

Gustave Doré - Stile e tecnica

L’artista, autodidatta, sviluppò la sua produzione artistica su due livelli principali; quello caricaturale degli esordi e quello paesaggistico-illustrativo della maturità.

Lo stile di Dorè risulta da sempre difficilmente inquadrabile in una corrente artistica, nonostante le sue rappresentazioni naturali possano ricordare, per l’atmosfera mistica, raccolta e tenebrosa, i canoni del Romanticismo.

Egli infatti è descrivibile tanto stilisticamente quanto tecnicamente come diverso, innovativo, creativo e versatile.

È peculiare il fatto che i soggetti e le scene che ricorrono maggiormente all’interno delle sue opere siano diametralmente opposti: da un lato banchetti e feste con saltimbanco e personaggi zingareschi come protagonisti, dall’altro scene di morti e tragedie, o di eccezionale tensione drammatica, come avviene nell’Inferno della Commedia dantesca.

Analizzando le immagini rappresentate dall’artista si possono individuare delle costanti stilistiche, come la ricerca di completa fusione tra versi ed immagini senza tuttavia rinunciare all’aspetto interpretativo, la plasticità dei corpi (secondo la critica paragonabile unicamente a quella dei corpi di Michelangelo) e l’importanza riservata ai gesti e ai movimenti dei personaggi, al fine di sottolineare le circostanze narrate.

Dorè è in particolar modo noto per l’utilizzo della xilografia. Quest’ultima, attestata in Cina sin dal VI secolo, consiste nell’incisione a rilievo del soggetto della rappresentazione su apposite tavolette di legno, che diventavano così la matrice per poterlo replicare.

Questa tecnica raggiunse il più alto livello di sviluppo in Oriente, mentre in Occidente subì,  in un primo momento delle critiche, a causa della perdita della singolarità del disegno, per poi essere riscoperta e apprezzata alla fine dell’Ottocento, anche grazie alla figura di Gustav Dorè.

L’influenza culturale di Gustave Doré

La genialità delle illustrazioni del visionario Gustave Dorè ebbe risonanza e influenza sotto diversi aspetti artistici.

In ambito cinematografico i suoi disegni furono capaci di ispirare film come Viaggio nella luna di George Mèliès (1902), o La bella e la bestia (1946) di Gean Cocteau, e personaggi di spicco come Walt Disney e Tim Burton. Richiami paesaggistici sono anche presenti nelle varie versioni di King Kong  e nella saga Il signore degli anelli.

Famoso in campo fumettistico è invece L’inferno di Topolino, che prende come riferimento iconografico l’inferno di Dante Alighieri curato da Dorè. Questa versione, realizzata da Guido Martina e Angelo Bioletto nel 1949 vede ritratti Topolino nei panni  di Dante e Pippo nella figura guida di Virgilio. 

L’artista inoltre con le illustrazioni della Sacra Bibbia nel 1864, riuscì ad esercitare una grande influenza nell’arte religiosa del secondo Ottocento, acquisendo la fama di “poeta religioso” e apprezzato artista anche in quell’ambito.

Il Fondo "Vladimiro Zinco e Virgilio Cattarin"

Nel dicembre del 1997, gli eredi di Vladimiro Zinco donano al Comune di Cormons la Biblioteca Zinchiana (così definita dal suo artefice), un’ingente raccolta di opere costituita da 13.700 testi librari e da 4.300 dischi in vinile; opere che andranno a costituire il Fondo Vladimiro Zinco e Virgilio Cattarin.

Nell’intento di rendere sempre maggiormente disponibile il Fondo ad una sua consultazione, o prestito, la Biblioteca realizza da anni una costante azione di catalogazione che consente, oggi, di fruire di 5.100 testi.

Degni di grande attenzione, tra le opere già catalogate, sono i testi costituenti il fondo antico: 16 cinquecentine, 41 seicentine, 90 testi del Settecento e quasi 900 libri ottocenteschi. Tra questi libri emergono una copia quasi coeva dell’Orlando Furioso dell’Ariosto, del 1556, i tre volumi dell’Historia del concilio tridentino di Pietro Soave e le sette opere ottocentesche, qui proposte, illustrate dal Gustave Dorè.

Completano il fondo antico un’interessante collezione di periodici del primo Novecento e l’ingente collezione di dischi, che spazia dai primi anni del secolo scorso, agli anni Settanta, alcuni dei quali ancora archiviati in cofanetti degli anni Trenta e Quaranta.

Non meno interessante del patrimonio antico, è il quello a carattere moderno, un patrimonio vario, con un’attenzione particolare alle opere di storia contemporanea relative al periodo tra le due guerre mondiali e la collezione di testi di Storia dell’arte.

In questi anni il Fondo, oggetto di collaborazioni con le principale facoltà umanistiche della regione, è divenendo opportunità di studio e pratica per studenti universitari tirocinanti e laureandi.

Testi su Gustave Dorè, a cura di Matilde Botter

Nell'ambito del tirocinio universitario presso la Biblioteca Comunale

LE OPERE

 

1] ENOTECA DI CORMONS

Piazza XXIV maggio, 21 - Cormons

La Sacra Bibbia - Vecchio Testamento

Traduzione secondo la vulgata di Monsignore Antonio Martini

Disegni di Gustavo Doré e fregi di Enrico Giacomelli

1870, Milano, E. Treves Editore

Tomo primo, 1069 p., 32 x 42 cm