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La voce del sindaco
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Rich, Nathaniel

La voce del sindaco

Vicenza : Neri Pozza, 2009

Abstract: Il giovane Eugene Brentani ha finito l'università e lavora a New York: trasporta casse e mobili per una ditta di traslochi assieme a un ispanico dal carattere straordinario. Un giorno i due entrano nella casa di uno studioso che sta curando la biografia dell'autore preferito di Eugene, Constance Eakins, e in quel momento il giovane intravede il suo destino: la passione e la curiosità letteraria lo spingono ad aiutare il biografo e a impegnarsi nelle ricerche, mentre il cuore si accende d'amore per la figlia del suo nuovo datore di lavoro. Quando la ragazza parte per l'Italia Eugene è pronto a seguirla, sulle tracce dello scrittore scomparso. Che forse è ancora vivo in un paesino del Nord. Nel frattempo a New York un anziano assicuratore ha perduto l'amore di un'intera esistenza: la moglie è morta, e la sua mancanza improvvisa lo ha lasciato smarrito, vuoto, sbigottito. Il signor Schmitz preferirà abbandonarsi a un lungo viaggio per affrontare il passato e trovare di nuovo un caro amico, che sembra sparito nel nulla. Insieme nel Carso, tra foreste e colline, fiabe e misteri, Eugene e il signor Schmitz incontreranno le storie della loro vita, affronteranno la disperazione e la gioia dell'amore, scopriranno creature fragili, in bilico tra realtà e sogno, tra speranza e disillusione, e arriveranno infine in un piccolo paese dominato da un sindaco affascinante e carismatico, dove ogni vicenda troverà la sua fine, o forse un nuovo inizio.

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MAURO LUGLIO
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 Il ventitreenne Eugene Brentani dice al padre che va in Florida in cerca di lavoro. Invece rimane a New York, trova impiego in una ditta di traslochi e condivide l’alloggio con Alvaro, originario di Santo Domingo.  Alvaro chiede a Eugene se è disposto a tradurre in inglese il romanzo che sta scrivendo nella sua lingua ed Eugene che capisce a mala pena lo spagnolo, e per nulla il cibaeño, accetta, per far piacere all’amico. E intanto cambia lavoro quando incontra Mr. Chisholm, che possiede tutto, assolutamente tutto quello che è stato pubblicato di e su Constance Eakins, uno dei più grandi scrittori americani su cui lo stesso Eugene ha scritto la tesi di laurea. Eugene si innamora della figlia di Chisholm, che si chiama Alison, ma anche Sonia, o Alice, e Agata. Nel frattempo il dottor Schmitz e il giornalista ‘culinario’ Rutherford sono amici dal tempo lontano della guerra, quando si sono incontrati in Italia. Sono talmente amici, si incontrano con tale fissa regolarità, che la moglie del primo ne è giustamente gelosa. Ad un certo punto a Rutherford viene chiesto di trasferirsi a Milano, per inviare da lì i suoi articoli sui migliori ristoranti, e la separazione è così dolorosa che Schmitz - dopo la morte della moglie- lo raggiungerà. Se dovessi fare uno schedario che fosse d’aiuto per chiarire i filoni del romanzo, inserirei pure una scheda che raccogliesse tutti gli spezzoni di trame dei romanzi di Eakins che a tratti affiorano, con i personaggi che escono da quelle pagine per entrare nel romanzo di Nathaniel Rich, accompagnandosi a Eugene e agli altri. Il pittore cieco, il giovane Lorenzo che si innamora di una ragazza alla fermata del tram, la ragazza con la voce piena di risa (quando riappare nella trama numero uno e incontra Alison/Sonia, noi la riconosciamo proprio dal tintinnare di risa nella sua voce), l’ubriacone con la gamba di legno, la stessa Alison che prende il nome di Agata dalla donna per cui Eakins scrisse un volume di poesie… Ma chi è questo Eakins su cui tanto si favoleggia? È vivo, come crede Chisholm, o è morto come dice il comunicato della città di Trieste, che ne annuncia ufficialmente la morte trent’anni dopo la sua scomparsa sul Carso? E allora chi è il sindaco dalla voce incantatrice, lassù sul Carso, nella cittadina di Idaville? Attenzione ancora, prego: Eakins aveva scritto un libro sui miti nordici di Idavoll…  Ha un che di esplorativo, questo primo romanzo del giovane scrittore americano Nathaniel Rich. C’è, ne “La voce del sindaco”, come un voler saggiare la propria capacità affabulatoria, sfruttando studi fatti, ricordando opere incantatrici. Ci viene in mente Calvino e il suo “Se una notte d’inverno un viaggiatore”, e Pirandello con i “Sei personaggi in cerca di autore”. Ci viene in mente Joyce e i suoi giochi linguistici - perché, alla base di tutte queste storie, c’è il problema della lingua e della comunicazione che può portare all’estraniamento. Eugene non riesce a ‘parlare’ con suo padre (il quale, di origine italiana, scambiava a mala pena poche parole con la moglie americana), non riesce neppure a intendersi con Alvaro (non è per caso il romanzo dello stesso Eugene, quello che Eugene dice di star traducendo da una lingua che non sa?); quando Rutherford si trasferisce in Italia, dimentica a poco a poco l’inglese, deve fare dei post-it per tenere a mente le parole…C’è solo il mitico Eakins (lo scrittore?) che riesce a farsi capire e strega gli ascoltatori con le sue parole. Il romanzo - o metaromanzo, o romanzo postmodernista - di Nathaniel Rich ha un suo fascino, pur nella sua incompletezza (non è chiaro ad esempio perché la storia dei due vecchi amici si affianchi e non si incontri mai con quella principale). Ci stuzzica, come un puzzle dalle molte tessere, ci diverte, anche se i personaggi non hanno uno spessore sufficiente per appassionarci

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