Community » Forum » Recensioni

Io sono Charlotte Simmons / Tom Wolfe ; traduzione di Marta Matteini
0 1 0
Wolfe, Tom

Io sono Charlotte Simmons / Tom Wolfe ; traduzione di Marta Matteini

Milano : Mondadori, 2005

Abstract: La Dupont University, con le sue architetture gotiche e il suo parco curato, è l'Olimpo della cultura universitaria americana, il luogo che raccoglie la migliore gioventù statunitense. O almeno così appare agli occhi di Charlotte Simmons, bella e intelligente matricola giunta con una borsa di studio dalle montagne del North Carolina. E qui, con sua grande sorpresa, viene subito adottata dai principali esponenti dell'élite studentesca. Entrare nelle loro grazie è per la ragazza straordinario, qualcosa che può farle perdere la testa e i valori con cui è cresciuta. Prima di arrivare a capire la grandezza del suo essere diversa.

1406 Visite, 1 Messaggi
MAURO LUGLIO
21 posts

 
Tom Wolfe, classe 1931: negli anni '60 propugnò la teoria del "New journalism", la scrittura di romanzi come reportage, oggi ci offre con il suo "Io sono Charlotte Simmons", uno spaccato impietoso e sarcastico della vita nei college statunitensi, frutto di decine di soggiorni in svariati campus.
Il libro racconta le vicende di una giovane provinciale ammessa in una prestigiosa università, descrive le incertezze e la necessità di farsi accettare in una gabbia di forsennati dediti con applicazione fanatica al culto del corpo, alcool e sesso compresi.
Ne esce un ritratto preciso dei giovani americani, eseguito con la precisione del naturalista e la vivacità del mimo acrobata.
 L' intreccio coinvolgente, accattivanti le descrizioni dei personaggi, il preambolo lascia presagire un racconto vinavil (di quelli da non staccare gli occhi).Ma...la lettura è fastidiosamente ostacolata da un continuo turpiloquio. Reduce da "Non buttiamoci giu'" di Nick Hornby, dove i continui riferimenti a parti anatomiche e a volgari accoppiamenti carnali erano a farla da padrone, mi chiedo: è proprio indispensabile ricorrere al turpiloquio per "decorare" qualsiasi racconto? Sono nato alla fine degli anni '50, (quasi '60!), e non mi considero un incanutito bacchettone scandalizzato da una fraseologia ormai purtroppo entrata a far parte del linguaggio comune, sia di quello  parlato per strada o diffuso dalla televisione che di quello della carta stampata, ma possibile che per trovare un libro immune da parolacce bisogna ricorrere a Liala o alle sorelle Brontë?

  • «
  • 1
  • »

1112 Messaggi in 1032 Discussioni di 211 utenti

Attualmente online: Ci sono 13 utenti online