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La figlia  del  dottore
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Wolitzer , Hilma

La figlia del dottore

Roma : Nutrimenti, c2008

Abstract: Scrittura, rivalità e ambizioni letterarie, affetti e scontri familiari, demenza senile e ribellione giovanile, segreti e tradimenti. Protagonista di "La figlia del dottore" è Alice Brill, editor freelance e scrittrice mancata. Alice è figlia, moglie e madre. E amante. La vicenda inizia una mattina, alle soglie della primavera, a New York. Al risveglio, turbata da una strana sensazione e da un dolore al petto, Alice comincia ad analizzare e a mettere in discussione tutta la sua vita, e in particolare il rapporto con il marito, sempre più burrascoso e competitivo. Con uno stile limpido e chirurgico Hilma Woolitzer fa muovere la protagonista e il lettore tra presente e passato, tra memoria e incapacità di ricordare. Un libro densissimo, dalla scrittura levigata, che si legge tutto d'un fiato.

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MAURO LUGLIO
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Libro che dovrebbe forse incontrare prevalentemente le simpatie del pubblico femminile, mi ha sorpreso per la delicatezza della scrittura e il coinvolgente alternarsi dei flashback.Sorta di romanzo nel romanzo, con la protagonista, editor alle prese con romanzi di scrittori esordienti, che forse non riesce a discernere la realtà della sua vita dalla finzione del romanzo cui fa da madrina. E’ più reale la trama del romanzo o è la sua vita ad essere come un romanzo d’ immaginazione? La protagonista, Alice, soffre da giovane di un tic che la porta a strizzare ripetutamente gli occhi: forse per non voler vedere l’ amara realtà che spesso rattrista la nostra quotidianità.Tra le righe vengono affrontati vari temi, come il rapporto dei figli con i propri genitori e poi a sua volta con i propri figli, le frustrazioni di chi arrivato all’ età di mezzo , forse insoddisfatto del proprio percorso fino a quel punto, vorrebbe riversare le proprie frustrazioni sui figli, la ribellione giovanile che fa da contraltare alla demenza senile, la non sempre semplice vita di chi opera nel mondo editoriale, le nevrosi della moderna società newyorchese, brillantemente messe alla berlina da Woody Allen, che nel libro sfociano in ripetuti colloqui di psicoterapia. Già la terapia: nel libro è assimilata al romanzo, entrambi lenti e graduali processi di costruzione, trama e soggetto distinti eppure intrecciati.

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