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La    torre della solitudine
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Manfredi, Valerio Massimo

La torre della solitudine

Milano : Mondadori, 1996

Abstract: Un drappello di soldati romani che avanza nel deserto del Sahara è annientato da una presenza feroce e misteriosa nascosta in una torre solitaria agli estremi del mare di sabbia. Un solo superstite: l'aruspice etrusco Avile Vipinas, salvato inspiegabilmente dal suono del suo sistro d'argento. Venti secoli dopo, siamo negli anni Trenta, un giovane archeologo americano, Philip Garrett, indagando sulla scomparsa del padre Desmond, avvenuta dieci anni prima, scopre, a Pompei, in una casa sigillata dal terremoto, l'abitazione di Avile Vipinas che, prima di morire, ha voluto raccontare l'orrore dell'essere che è sepolto nella Torre e tracciare per i posteri la via che può condurre alla sua distruzione. Intanto, in Vaticano, Guglielmo Marconi è convocato nel cuore della notte nell'osservatorio della Specola dove una potentissima radio, da lui costruita in gran segreto, sta captando un misterioso segnale che giunge dagli abissi dello spazio. Padre Boni, il direttore della Specola, ha fatto realizzare quello strumento dopo aver scoperto gli appunti del suo predecessore padre Antonelli che, dieci anni prima e proprio con l'aiuto di Desmond Garrett, era riuscito a tradurre un testo sepolto da secoli nei più nascosti recessi della Biblioteca Vaticana. Si tratta di una specie di Bibbia Nera elaborata da una civiltà molto più antica delle prime civiltà storiche. Prima di estinguersi, ha costruito la Torre della solitudine e ha lanciato un segnale nelle profondità dell'Universo. Ma chi è quell'essere tenebroso che dorme nella Torre? Che succederà quando il raggio dell'ultima conoscenza penetrerà nel sarcofago? Chi sono,se davvero esistono, il feroce popolo dei Blemmi di cui hanno favoleggiato gli antichi viaggiatori? Qual è il segreto della bellissima Arad, nelle cui vene scorre il sangue delle antiche regine di Meroe? Avventura archeologica e storia d'amore, puzzle filologico ed enigma misterico, la Torre della Solitudine racconta la storia di una civiltà tracotante e temeraria che ha osato l'inosabile, sullo sfondo dei più suggestivi scenari delle antiche civiltà mediterranee. Da Antiochia ad Aleppo, da Gerusalemme al deserto di Giuda fino a Petra e al deserto Paran, la lotta contro il male comincia senza quartiere.

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A mio giudizio una tra le opere di Manfredi meglio riuscite. Attraente trama che si dipana tra Roma negli anni '30 e il Nord Africa. Non propriamente un romanzo storico, piutosto un romanzo "fuori dalla storia". Piacevole il delicato gusto "levantino", arabeggiante tra Petra e i limiti estremi del Sahara. Non sembra annoiare mai, anzi, Manfredi mantiene spesso una narrazione precisa, piacevole e con le giuste variazioni di timbro e di velocità. Si legge con facilità e gusto anche da parte di chi non è uso a certe narrazioni. Veramente bello, lo consiglierei come prima lettura a chi vuole avvicinarsi alle opere di Manfredi. Mauro Miniussi.

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