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La fabbrica di cioccolato
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Dahl, Roald

La fabbrica di cioccolato

Milano : Salani, 2013

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Abstract: Ritorna in una nuova ottima traduzione, il libro più famoso di Roald Dahl: "La fabbrica di cioccolato". Il titolo ha perso il nome del protagonista indicato sull'originale, "Charlie and the chocolate factory" (ma forse è un destino di questo libro che nella prima edizione italiana della Mondadori venne chiamato "Willie Wonka e la fabbrica di cioccolato", mentre nella successiva edizione della Emme il titolo era corretto. Altre due cose inspiegabili: una sopracopertina da fare invidia alle peggiori confezioni della Barilla, un formato che viene chiamato "Superistrici", scomodo da maneggiare (mentre "Gli istrici" normali vanno benissimo), rilegato in cartone anziché in brossura con un prezzo elevato che, se avvantaggia gli incassi dell'editore, crea confusione e non favorisce la collana. Ma Roald Dahl sopporta ben altro. "La fabbrica di cioccolato" è il libro che lo ha reso famoso non soltanto in Italia, anche perché ne è stato tratto un film, già trasmesso alcune volte in T.V. Purtroppo nella versione cinematografica manca la suggestione che Dahl è riuscito a costruire attorno alla figura di Charlie, immerso in una dimensione favolosa e surreale, onirica, alla quale i soli avvenimenti non rendono giustizia. Infinite sono le prove alle quali è soggetto il protagonista durante lo svolgersi della narrazione nella quale risalta, con preciso rilievo, l'innocenza del bambino di fronte ad un adulto che rivela inequivocabilmente la sua pazzia. Superate tutte le difficoltà, Charlie si troverà padrone della fabbrica, ma soprattutto potrà mangiare tutta la cioccolata che desidera. Perché non è vero che il cioccolato faccia male, come dicono gli adulti, che tendono sempre a impedire che i bambini facciano ciò che a loro piace. Gran maestro nell'arte del romanzo, Dahl riesce a fondere in un raro equilibrio i suoi meriti maggiori: particolarità del linguaggio (le sue "invenzioni" riescono da sole a sostenere la pagina) e tecnica del ritmo narrativo (suspence e sorprese non mancano mai in ogni capitolo). "La fabbrica di cioccolato" è un esempio di quella misura che fa diventare un racconto destinato ai ragazzi un singolare divertimento per i lettori adulti. Fonte: L'indice su Ibs.it

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Tommaso Perich
11 posts

bellissimo io l'ho finito in 3 giorni perchè mi piaceva tanto

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